Ci sono canzoni che nascono per raccontare una storia d’amore, altre che parlano di esperienze personali e altre ancora che diventano un vero e proprio omaggio alle proprie radici. È il caso di “Reggio Calabria”, il quinto singolo del cantautore Gianluca Maria Bambace, un brano che unisce nostalgia, appartenenza e speranza, dedicato alla città che gli ha dato i natali e a tutti quei calabresi che, per motivi di lavoro o di vita, hanno dovuto lasciarla senza mai dimenticarla.
Nato a Reggio Calabria nel 1976, Gianluca Maria Bambace ha costruito negli anni un percorso artistico coerente con la propria idea di musica, partendo dagli studi di pianoforte classico fino ad arrivare alla pubblicazione dei suoi singoli. Dopo Italiano Medio, Sulla mia pelle e Piccola già grande, oggi torna con una canzone che rappresenta probabilmente il progetto più personale della sua discografia.
Un omaggio alla città dello Stretto
Per Gianluca Maria Bambace, “Reggio Calabria” non è soltanto il titolo di una canzone, ma un luogo dell’anima.
L’artista racconta infatti che il brano nasce dal desiderio di celebrare la bellezza della sua città e, allo stesso tempo, di dare voce ai sentimenti di chi è stato costretto ad allontanarsene.
«Recentemente è uscito il mio quinto singolo Reggio Calabria, dedicato alla mia città ed ai tanti emigrati sparsi per il mondo che la amano.»
Un tema che riguarda migliaia di famiglie calabresi.
Negli anni, infatti, molti giovani hanno lasciato la regione per cercare opportunità lavorative in altre parti d’Italia o all’estero, mantenendo però un forte legame con la propria terra d’origine.
È proprio questo sentimento che Gianluca ha deciso di trasformare in musica.
La malinconia di chi parte senza dimenticare
Il cantautore descrive il brano come un racconto fatto di emozioni contrastanti.
Da una parte la straordinaria bellezza di Reggio Calabria, affacciata sullo Stretto di Messina e considerata una delle città più affascinanti del Sud Italia; dall’altra il dolore di chi, pur amandola profondamente, è costretto a lasciarla.
«È una canzone dai tratti malinconici. Racconta le gioie e i dolori della vita, la grande bellezza di questa città e contemporaneamente il grande dolore di doverla lasciare per trovare lavoro altrove.»
Parole semplici ma capaci di descrivere una realtà condivisa da intere generazioni.
Non si tratta quindi soltanto di una dedica personale, ma di una canzone che vuole rappresentare un’intera comunità.
Tre parole per raccontare un’emozione
Quando gli viene chiesto di descrivere il singolo con tre parole, Gianluca Maria Bambace sceglie termini che riassumono perfettamente il significato dell’opera.
Reggio Calabria.
Cuore.
Malinconia.
Tre parole che non hanno bisogno di ulteriori spiegazioni.
La prima identifica il luogo da cui tutto parte.
La seconda racconta il legame emotivo che unisce l’artista alla sua terra.
La terza rappresenta il sentimento di chi vive lontano ma continua a sentirsi profondamente legato alle proprie origini.
Una carriera costruita con pazienza
Il rapporto tra Gianluca Maria Bambace e la musica nasce molti anni prima della pubblicazione di questo singolo.
Fin da bambino studia pianoforte e cresce circondato dall’arte.
Negli anni Novanta inizia a scrivere i primi testi e nel 2000 decide di trasformare quella passione in un progetto concreto, depositando le sue prime opere alla SIAE dopo aver partecipato a un concorso musicale regionale.
«Ho scritto testi fin da ragazzo. Poi nel 2000 l’opportunità di partecipare a un concorso musicale regionale in Calabria mi porta ad iscrivermi in SIAE e depositare le mie prime canzoni.»
Da quel momento il percorso artistico non si è più fermato.
La musica come compagna di vita
Dietro ogni canzone di Gianluca Maria Bambace c’è un rapporto molto profondo con la musica.
Non viene vissuta come una semplice professione, ma come una necessità.
«La musica è tutto. È energia, è gioia, fa parte del mio essere. Senza musica non potrei vivere, mi dà grande serenità.»
Un concetto che emerge chiaramente anche in “Reggio Calabria”, dove il racconto della città diventa il racconto di un’emozione personale.
L’artista non descrive soltanto luoghi o paesaggi, ma sensazioni che appartengono a chiunque abbia vissuto l’esperienza della lontananza.
Lo sguardo è già rivolto al futuro
Se il presente porta il nome di “Reggio Calabria”, il futuro è già in costruzione.
Gianluca Maria Bambace conferma infatti che il lavoro in studio prosegue senza sosta.
«Nel 2026 usciranno diversi singoli che faranno da anteprima al mio primo album, previsto nel 2027.»
Un progetto importante, che rappresenterà il primo disco della sua carriera e raccoglierà il percorso costruito in questi anni attraverso i singoli pubblicati.
Nel frattempo, il cantautore continua a promuovere il nuovo brano, convinto che la musica possa ancora raccontare il territorio, le persone e le emozioni autentiche.
Una canzone che parla a tutti i calabresi
In un periodo storico in cui molti brani puntano esclusivamente a seguire le tendenze del momento, “Reggio Calabria” sceglie una strada diversa.
Non rincorre le mode, ma racconta una storia vera, fatta di appartenenza, memoria e affetto.
È una dedica alla città dello Stretto, ma anche a tutte quelle persone che, pur vivendo lontano, continuano a sentirsi profondamente calabresi.
Ed è forse proprio questa sincerità il punto di forza del nuovo singolo di Gianluca Maria Bambace: trasformare un’esperienza personale in un racconto universale, capace di emozionare chiunque abbia lasciato la propria terra senza mai smettere di portarla nel cuore.

