La carriera di Davide Buzzi è un viaggio che attraversa musica, letteratura, fotografia e cinema. In oltre trent’anni, il cantautore svizzero ha costruito un percorso unico, ricco di storie e riconoscimenti internazionali. In questa intervista, pubblicata da Dieci Domande, emergono le tappe fondamentali della sua vita artistica e il significato più profondo della sua musica.

L’inizio di una carriera tra le storie

Fin dagli anni Ottanta, Buzzi ha sentito la necessità di raccontare il mondo attraverso le canzoni. Dopo le prime prove in cantina e le serate nei locali ticinesi, nel 1993 pubblica il suo primo album, “Da grande”. Nonostante le difficoltà iniziali, la determinazione lo ha spinto a continuare fino a realizzare cinque album e quattro libri, ottenendo premi come il NAMMY Award 2025 per “The She Wolf”.

Influenze e stile musicale

Il suo stile unisce la canzone d’autore italiana con influenze rock e country americane. Artisti come Bruce Springsteen, Pierangelo Bertoli e Ivan Graziani hanno segnato la sua formazione musicale. Nelle sue canzoni si alternano storie di vita quotidiana, riflessioni sociali, amori e disillusioni, con un tocco di ironia che rende ogni brano autentico e vicino all’ascoltatore.

Il nuovo singolo: “Mykolaïv”

Il singolo “Mykolaïv”, in uscita l’11 novembre 2026 per Pyramide Music, nasce dalle esperienze personali di Buzzi durante le missioni umanitarie in Ucraina. È un brano che parla di testimonianza, dolore e speranza, restituendo l’umanità di chi vive la guerra ogni giorno. La canzone sarà parte del terzo album del progetto “La Trilogia”, intitolato “Dispositivi di Segnalazione Acustica Individuale”, previsto per il 2027.

L’arte come racconto di vita

Dalle parole di Buzzi emerge una concezione della musica come strumento di narrazione e memoria. Dopo anni di concerti in Svizzera e all’estero, oggi l’artista seleziona con cura i propri impegni, senza mai perdere la voglia di scrivere e condividere storie. La sua musica continua a oscillare tra il dramma della realtà e la leggerezza dei momenti quotidiani, dimostrando che osservare il mondo e raccontarlo resta il suo motore creativo.

L’intervista a Davide Buzzi offre il ritratto di un artista che ha fatto della vita stessa la linfa della sua musica. Con “Mykolaïv”, la sua opera si fa ancora più intensa, unendo alla forza della testimonianza la speranza che, anche nei momenti più bui, la musica possa dare voce all’umanità.